Carovane di camion in cerca di libertàCari ravers, oggi l’ispirazione mi attraversa e vi racconto della vita che noi tekno traveller conducevamo negli anni ’90, girando l’Europa a bordo di carovane di camion e rimorchi. Mete certe e incerte si susseguivano: fabbriche abbandonate, squat occupati, party e teknival.

Un nomadismo ai margini della società che ci faceva respirare libertà a pieni polmoni, stringendo forti legami con gli altri membri delle crew, non senza litigi. 

Che emozione prima di un nuovo viaggio! Entusiasti di varcare orizzonti insieme ad amici, personaggi improbabili aggregati, sbandati e varia umanità girovaga.

Le carovane potevano contare a volte con oltre 20 mezzi, piccole villaggi su ruote che si muovevano di nazione in nazione.

I viaggi erano avventurosi, a tratti pericolosi. Affrontavamo imprevisti come blitz della polizia, incidenti o camion guasti che ci costringevano a ore, talvolta giorni, ai bordi stradali per riparare il mezzo. Col tempo, molti divennero esperti meccanici per manutenere quei vecchi camion. In quei frangenti emergeva uno dei nostri valori fondanti: la solidarietà. Nessuno veniva mai lasciato indietro, altri mezzi si fermavano ad aiutare finché il problema non era risolto.

Giunti alla meta, solitamente un teknival o party illegale, l’eccitazione raggiungeva vette stellari! Scaricavamo i carichi attorniati dai nostri cani ringhianti viaggiatori e la festa poteva finalmente iniziare. Le nostre drum machine e i dischi diffondevano vibrazioni tekno ovunque arrivassimo. Quel battito iniziava a pulsare, cadenzando il rituale, pompando energia nell’aria circostante. 

Poi iniziava lo sbatti: montare, cablare, allestire. La festa era la punta dell’iceberg, culmine di precedenti fatiche.  

Quei viaggi on the road cementarono rapporti fortissimi tra noi, basati su condivisione, rispetto e aiuto reciproco. Eravamo giovani e scatenati, era normale litigare a volte e che qualcuno decidesse di lasciare la carovana durante il tragitto, ma erano casi isolati, la missione era più importante e gli scontri passavano in seconda linea, forse anche perché avevamo bisogno gli uni degli altri.

Vivere per mesi negli angusti spazi dei camion, condividendo le poche risorse disponibili, era molto impegnativo e non una vita per tutti. Eppure ti insegnava ad andare oltre l’egoismo, nascevano legami profondi che trascendevano la passione per la musica tekno.

Nuove generazioni continueranno a esplorare stili di vita comunitari e nomadici, incarnando i valori dei pionieri del movimento free party tekno.

Vivendola, si può comprendere appieno lo spirito della strada, lo spirito pulsante della crew.

Stay free, stay rebel!

Testo : Oby 1


Tekno Tribe: Caravans of Trucks in Search of Freedom
Dear ravers, today inspiration flows through me and I tell you about the life we tekno travellers led in the 90s, traveling Europe aboard caravans of trucks and trailers. Certain and uncertain destinations followed one another: abandoned factories, occupied squats, parties and teknivals.

A nomadism on the fringes of society that allowed us to breathe freedom with full lungs, forging strong bonds with other crew members, not without disputes.

What excitement before a new journey! Enthusiastic to cross horizons together with friends, improbable added characters, strays and various roaming humanity.

The caravans could sometimes count more than 20 vehicles, small wheeled villages that moved from nation to nation.

The journeys were adventurous, at times dangerous. We faced unforeseen events like police raids, accidents or broken down trucks that forced us to spend hours, sometimes days, on the roadside to repair the vehicle. Over time, many became expert mechanics to maintain those old trucks. In those situations, one of our core values emerged: solidarity. No one was ever left behind, other vehicles would stop to help until the problem was resolved.

Arriving at the destination, usually an illegal teknival or party, the excitement reached stellar heights! We unloaded the cargo surrounded by our growling traveling dogs and the party could finally begin. Our drum machines and records spread tekno vibrations wherever we arrived. That beat began to pulse, cadencing the ritual, pumping energy into the surrounding air.

Then the graft began: assembling, wiring, setting up. The party was the tip of the iceberg, the culmination of previous exertions.

Those road trips cemented extremely strong relationships between us, based on sharing, respect and mutual aid. We were young and unleashed, it was normal to argue sometimes and for someone to decide to leave the caravan during the journey, but they were isolated cases, the mission was more important and conflicts took a back seat, perhaps also because we needed each other.

Living for months in the cramped spaces of the trucks, sharing the few available resources, was very demanding and not a life for everyone. Yet it taught you to go beyond selfishness, deep bonds were born that transcended the passion for tekno music.

New generations will continue to explore communal and nomadic lifestyles, embodying the values of the pioneers of the free tekno party movement.

By living it, you can fully understand the spirit of the road, the pulsating spirit of the crew.

Stay free, stay rebel!

Text : Oby 1